giovedì 16 febbraio 2017

Il G.A.S che ci rispetta

Pensiamo all’equità, alla solidarietà, alla sostenibilità, alla dignità del lavoro, al rispetto per l’ambiente, al rapporto diretto tra individui, all’abbattimento degli imballaggi inquinanti, alla riduzione delle emissioni di CO2 e ai prodotti biologici.
Accomunare tutte queste caratteristiche in un unico comparto sembrerebbe impossibile, mentre esiste una realtà dove questo elenco di principi viaggia sottobraccio.
Stiamo parlando dei G.A.S: Gruppo di Acquisto Solidale.
Questo acronimo prende vita attraverso il coordinamento di un insieme di persone, il quale senza scopo di lucro, decide di acquistare beni in modo costante da produttori che hanno finalità etiche, di solidarietà sociale e sostenibilità ambientale.
Questo modo di acquisto nasce nel 1994 a Fidenza, in Reggio Emilia, insieme all’operazione ‘Bilanci di Giustizia’. Quest’ultimo è uno strumento di rilevazione per le famiglie che ha come scopo la verifica sul bilancio dei congiunti, per valutare quanto e in che modo il GAS influenza sul loro stile di vita. E’ la prima volta che questi nuclei si confrontano in gruppo, affrontano temi di interesse comune, organizzandosi per praticare comportamenti equi nel loro quartiere.
Questa nuova coesione genera un eco che, nel 1996, suscita il bisogno di un nuovo paradigma, realizzato attraverso la pubblicazione dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo della "Guida al Consumo Critico". Questo vuole sottolineare l’importanza di quanto il consumo non sia un fatto privato che riguarda ogni singolo individuo, ma che genera conseguenze sull’energia, sui rifiuti, sulle condizioni di lavoro e sulla biodiversità.
Nel 1997 si arriva a un nuovo importante step, in quanto nasce la rete dei gruppi d'acquisto, avente scopo di collegare i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti, sui produttori, e diffondere l'idea dei gruppi d'acquisto.
Siamo consapevoli, in quanto circolo e fondatori del G.A.S Mondipossibili, dell’importanza di questo strumento, il quale ci ha concesso di costruire rapporti con i nostri produttori, creando una rete non solo virtuale ma soprattutto umana in cui, sostenerci nei nostri traguardi, è diventato un punto di forza.

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